premio internazionale del documentario e del reportage mediterraneo
 

XII edizione (2007) dove e quando

dove: Cagliari,
Cittadella dei Musei
Piazza Arsenale


. Cagliari: i luoghi della XII Edizione

quando: da lunedi 10 a domenica 16 dicembre 2007



Il premio si svolge in collaborazione con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna

VIDEO della XII edizione (2007)

Film finalisti nella CATEGORIA "IMPRONTE "

A sud di Lampedusa
CRAJ-domani
Cricket Cup
Cronisti di Strada
Il luogo, la memoria
Lavoratori
L'isola analogica
Note Nere, viaggio a sud della musica
Oltre Selinunte
Pirapora. Fabbriche e lumache
Tre lamette cento lire
Venezia e la galea perduta

 

A sud di Lampedusa
Regia: Andrea Segre
Produzione: SID (Society for International Development)
Italia - 2006
32 minuti


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Immagini notturne di africani che salgono su un autobus. Siamo a Niamey, comincia un lungo viaggio attraverso il Teneré verso la Libia e poi, forse, l’Europa. Il film racconta la prima parte di un viaggio di cui conosciamo spesso solo l’epilogo sulle spiagge di Lampedusa. E’ l’incontro con tanti africani in fuga dai loro paesi, per disperazione, per scelta, ma spesso anche per desiderio d’avventura e di conoscenza. Forte è anche la denuncia dei rimpatri coatti del governo libico, spesso preceduti da lunghi periodi di detenzione senza nessun rispetto dei diritti umani.

Andrea Segre è dottore di ricerca in sociologia della comunicazione presso l'Università di Bologna, da diversi anni attivo in progetti di cooperazione internazionale e interculturale tra Italia, Europa dell'Est, Mediterraneo e Africa Occidentale. Ha scritto e diretto diversi documentari tra iquali: "Lo sterminio dei popoli zingari" (RAI3-1997); "Berlino 1999, il muro nella testa" (RAI3 - 1999), "A metà, storie tra Italia e Albania" (menzione speciale MaremmaDocFestival 2001), "Marghera Canale Nord" (60 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e menzione speciale giuria internazionale al RomaDocFestival), "Dio era un Musicista" (Giornate degli Autori - 62 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica Venezia.

Craj - domani

Regia: Davide Marengo
Produzione: Pablo Srl
Italia - 2005
81 minuti


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Nato da un’opera musical-teatrale di Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti, Craj ripercorre il viaggio iniziatico di un principe e del suo scudiero che, dopo un singolare sogno, decidono di partire per il Salento. In cammino, incontrano gli ultimi maestri della musica tradizionale pugliese. I Cantori di Carpino, Uccio Aloisi e Matteo Salvatore, veri e propri  depositari di antiche tradizioni popolari legate al tarantismo, ci svelano uno dopo l’altro la loro passione attraverso estratti di rappresentazioni live, interviste ed immagini di vita quotidiana. CRAJ ci conduce quindi nel cuore di uno dei più insoliti riti musicali di transe terapeutica essendo al mondo occidentale contemporaneo. In questo percorso ci accompagnano con poesia, Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti, testimoni di una lunga tradizione di origine pagana che le nuove generazioni hanno adottato come simbolo del rinnovo e della vitalità culturale della loro terra natia. CRAJ è un viaggio nelle memorie.

Davide Marengo, nato a Napoli nel 1972, è autore di diversi videoclip musicali, spot pubblicitari, backstage di film e cortometraggi premiati in numerosi festival internazionali. Ha esordito per il cinema nel 2005 con “Craj”, un documentario sulla musica popolare pugliese con Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti, ricevendo consensi di pubblico e critica.
Dopo aver diretto i videoclip “Fiori d’arancio” e “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli (premiato con l’ Italian Music Award) ha di recente diretto il video “Mi persi” di Daniele Silvestri. Nel 2007, “Notturno Bus”, segna invece l’esordio di Marengo nel lungometraggio di finzione, con una commedia noir interpretata da Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea e Ennio Fantastichini. Attualmente è impegnato nelle riprese della fiction “Due cuori e un delitto” per RAI Uno, prodotta da Roberta Manfredi e Alberto Simone.

Cricket Cup

Regia: Massimiliano Pacifico e Diego Liguori
Produzione: Teatri Uniti
italia – 2006
49 minuti


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Attraverso i frammenti di vita di 5 personaggi si scopre un popolo di immigrati, quello Srilankese, che ha saputo ben radicarsi e stabilirsi a Napoli.
Ma la scoperta più interessante è la loro capacità di praticare e organizzare tornei di cricket, con tanto di trofei e premi in denaro, in una nazione, l’Italia, in cui la maggior parte delle persone non sanno nemmeno cosa significhi questa parola. Sagara e la sua squadra di cricket di Napoli dopo aver trovato uno sponsor ed il bus, partono in piena notte alla volta di un torneo nazionale, cercando almeno per un giorno, gloria e affermazione.

Diego Liguori è montatore e operatore di ripresa di documentari, backstage e cortometraggi.

Massimiliano Pacifico è autore e montatore di corti e documentari, e ha montato il film di Mimmo Paladino Quijote

 

Cronisti di Strada

Regia: Gianfranco Pannone
Produzione: ReadyMade
Italia - 2007
135 minuti


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La Napoli di oggi raccontata con gli occhi dei “Cronisti di strada”. Protagonisti due giovani giornalisti che lavorano in piccoli quotidiani locali: sono Arnaldo Capezzuto, di Napolipiù, minacciato dalla camorra dopo essersi interessato della morte di Annalisa Durante, la ragazza uccisa a Forcella nel corso di una sparatoria; e Giancarlo Palombi , di Cronache di Napoli, che indaga, tra mille difficoltà, sul giro della droga, vero e proprio business della città, provando a comporre una mappatura per quartieri dei clan dopo la faida di Scampia.
La loro battaglia quotidiana, ben diversa dal più tranquillo lavoro redazionale, è raccontata dal regista-documentarista Gianfranco Pannone e scritta con Paolo Santoni (prodotta da Rai 3 e Ready Made), in tre episodi che compongono una piccola serie, “Cronisti di strada”.
Primo episodio: Se non si spara si fanno più soldi
Secondo episodio: La guerra dei rolex
Terzo episodio: Tutte le strade portano a Napoli

Gianfranco Pannone è nato a Napoli nel 1963. Laureato in Storia del Cinema e diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, tra il 1990 e il 1998, ha diretto e co-prodotto i film documentari “Piccola America”, “Lettere dall’America” e “L’America a Roma”, che insieme compongono la “Trilogia dell’America”; e successivamente “Latina/Littoria” (2001), con il quale ha avuto il riconoscimento quale miglior opera di non-fiction al Torino Film Festival del 2001. Suoi i mediometraggi “Pomodori” (1999), “Sirena operaia” (2000), “Venezia, la città che affonda” (2002, in co-regia con Marco Visalberghi), “Pietre, miracoli e petrolio” (2004). Nel 2004 realizza il suo film d’esordio nel cinema di finzione, ancora inedito, “Io che amo solo te”. Del 2006 è anche, in co-regia con Marco Puccioni, il film documentario “Cent’anni della nostra storia”, realizzato in occasione del centenario della Cgil. Pannone insegna regia documentaristica al Dams dell’Università Roma 3, alla Scuola Zelig di Bolzano e alla nuova scuola del documentario alla Città della Scienza di Napoli. Socio fondatore di Doc/It, ha scritto alcuni saggi sul rapporto tra cinema e realtà e cura la rubrica Docbox sulla rivista on-line “Il documentario.it”.

 

Il luogo, la memoria

Regia: Vittorio Nevano
Produzione: Rai Educational
Italia - 2007
57 minuti


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Lo scrittore Andrea Camilleri ripercorre alcuni anni della sua prima giovinezza trascorsa ad Enna, la città nella quale scopre il piacere della lettura e della scrittura. Una Sicilia insolita, lontana dal mare, ricca di atmosfere struggenti, è quella narrata in video e in voce dallo stesso Camilleri.

Vittorio Nevano è nato a Ariano Irpino, in provincia di Avellino, l’8 marzo del 1937. Tra i suoi lavori, il documentario “Alcuni fiori gialli”, selezionato per l’Oscar; “Rotta Caraci”, vincitore del Festival Internazionale del Film Industriale; “African roads”, mensione speciale al Festival di Berlino; “Creuza de ma’”, film di e con De André premiato in diversi festival; “Città d’acqua Carolyn Carlson” , miglior film musicale a Cannes nel 1989; Premio Italia per la miglior regia televisiva; “La luna incantata” con Alessandra Ferri, vincitore a Cannes al Festival Internazionale dei Programmi Televisivi. Film televisivi: “A prova d’amore. Non parlo più” Premio speciale giuria del FIPA e menzione speciale di Italia fiction; “A passo di tango”, premio speciale della giuria del Festival Toronto.  Ha inoltre realizzato come autore e regista alcuni fra i più noti programmi Tv, quali “La Storia Siamo noi”, “Tv sette”, “Mixer cultura”, “Mixer”, “Le ragioni del cuore” e “Misteri”.

 

Lavoratori

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Regia: Tommaso Cotronei
Produzione: Tommaso Cotronei
Italia - 2005
48 minuti

Ritratto della campagna calabrese dei giorni nostri, "Lavoratori" racconta con grande intensità la dura vita dei contadini di una delle regioni più povere d’Italia attraverso la quotidianità di due famiglie, dalla mungitura delle pecore all’aratura dei campi.
Tommaso Cotronei si concentra sui bambini, la cui esistenza è regolata da un’educazione severa, a tratti crudele. I piccoli vivono al ritmo del lavoro nei campi, giocando con le bestie nei prati; sono gli unici a lasciar trapelare qualche emozione.
I gesti teneri sono rari in quest’universo, e i legami tra le generazioni si fondano più sulla trasmissione del mestiere che sull’affetto. Le rare parole disseminate lungo il film si mescolano ai rumori del paesaggio, al canto degli uccelli e ai belati delle pecore. I campi, i fiumi tranquilli contrastano con la durezza del lavoro degli uomini, la cui vita non sembra altro che sudore e sofferenza.

Tommaso Cotronei è nato in Calabria nel 1955 e sin dall'infanzia ha lavorato con i suoi genitori. Nel 1993 diventa assistente di Vittorio de Seta, dopo essere stato colpito dal documentario "In Calabria", e aver in seguito trovato nel cinema un mezzo d'espressione. Nel 1998 gira il suo primo documentario "Nel blu cercando fiabe" presentato all'Arcipelago Cinema di Roma.

 

L'isola analogica

Regia: Francesco Raganato
Produzione: Todos contentos y yo tambien
Italia - 2007
27 minuti


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L'isola analogica racconta alcune curiose vicende che hanno avuto luogo ad Alicudi, espressioni di un intreccio magmatico di leggende, allucinazioni, usanze e superstizioni, legate (o meno) al consumo accidentale della segale cornuta per usi alimentari.
La segale, in particolari condizioni climatiche, può essere aggredita da un minuscolo fungo parassita, detto Ergot, lo stesso fungo da cui nel 1946 Albert Hoffman ricavò l'LSD.
Gli abitanti di Alicudi, secondo diverse testimonianze, all'inizio del secolo scorso hanno subìto senza rendersene conto una epidemia di ergotismo, probabilmente a causa dell'uso continuato della segale nella panificazione.
Il documentario testimonia le tracce di questo evento che ancora permangono nella tradizione orale dell'isola, dalle formule magiche per tagliare le trombe d'aria, alle donne che volavano per andare a fare provviste a Palermo, alla maledizione di San Bartolo legata al trasferimento della statua dalla vecchia alla nuova chiesa.
In questi racconti è come se la Logica, che governa gli stili di vita "civilizzati", perdesse il suo potere di distinzione tra vero e falso, giusto e sbagliato, e lasciasse il posto ad un approccio alla vita olistico, o non precisamente logico, appunto, analogico.

Francesco Giuseppe Raganato è nato nel 1978. Nel 2002 da' il via a una fruttuosa collaborazione con GANGA, lavorando su diversi progetti di video musicali e documentari come "The big question", premiato in diverse occasioni.
Ha girato diversi documentari per Rai 3, La 7, Fox Crime, History Channel, Sat 2000.
Il suo film documentario "San Giuseppe da Copertino" è stato premiato al Salento International Film Festival e al Satricum Doc Festival 2006. Nel 2005, ha vinto il Kodak Prize for Best Cinematography al Fandango Festival.

 

Note Nere, viaggio a sud della musica

Regia: Ivana Russo
Produzione: EdilightVideoProduzioni snc
Italia - 2006
50 minuti


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Il video documentario, attraverso il viaggio dentro la musica, diventa metafora per intrecciare delle realtà - quelle del sud del mondo - apparentemente differenti, ma che la mescolanza dei generi sonori, degli stili di vita, del rapporto con la dimensione temporale riesce ad avvicinare. Attraverso lo sguardo della videocamera si compie il tentativo di entrare nell’intimità del quotidiano delle situazioni filmate, cercando di fare una riflessione su un altro modo di intendere il mondo, quello del sud dalla Puglia alla Calabria, tutto questo avviene al ritmo della musica e cercando di raccontare una storia con gli spaccati di quotidianità degli artisti. Si parte dal Salento con Enza Pagliara, nota percussionista che abbiamo seguito durante un suo concerto e intervistato in vari momenti del quotidiano, i Sud Sound System sempre nel Salento, che sin dagli esordi hanno avuto un notevole impatto con il mondo musicale italiano, a partire dall’uso del dialetto salentino nel reggae, e infine in Calabria dove operano i Phaleg che collaborano con un gruppo algerino. Si compie un viaggio attraverso le due sponde del mediterraneo, rese più vicine dalla nuova realtà multietnica odierna, in cui, specie nel meridione, le due comunità convivono e si integrano assieme, a partire ognuna dalla propria identità.

Ivana Russo, cosentina, laureanda in Storia del Cinema al Dams di Cosenza, con una tesi sui pittori registi e sul rapporto cinema-pittura, da anni si dedica professionalmente in Italia e in Europa alla produzione e documentazione fotografica, alla produzione video e all’ organizzazione di eventi culturali, collaborando con enti pubblici, istituti universitari, la RAI, società di produzioni televisive e video, centri d’arte e cultura, riviste on line. Con una formazione e una  presenza anche nel campo del teatro, ha al suo attivo numerose personali  e collettive di fotografia, video e video istallazioni sul territorio nazionale e internazionale. Ha vinto premi per concorsi nazionali nelle arti visive.

 

Oltre Selinunte

Regia: Salvo Cuccia
Produzione: Soprintendenza BCA Trapani - Filmoteca Regionale Siciliana CRICD
Italia - 2006
56 minuti


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Vincenzo Tusa, il soprintendente alle Antichità della Sicilia occidentale dagli anni ’60 fino a metà degli anni ’80, ha avuto un sogno: proteggere e salvare il sito archeologico di Selinunte - antica e potente città greca di Sicilia del VII sec. a.C. - dalla speculazione edilizia e dall’incuria del territorio. Per più di 20 anni Tusa lavorò alla costituzione di un parco archeologico: dopo il 1985 venne definitivamente delimitata un’area di 270 ettari, oggi incontaminata. L’anziano soprintendente fece sì che si accendessero i riflettori della cultura su Selinunte. Vincenzo Consolo - visitatore tra i più illustri - legge alcuni passi dal suo “Retablo” tra le rovine. Molti anni dopo, Tusa ritorna a Selinunte e incontra gli operai che lavorarono con lui agli scavi, i vecchi tombaroli che assunse per evitare che continuassero a razziare il sito. Tusa ripercorre inoltre le storie legate agli interessi e le mire mafiose su Selinunte dei cugini Salvo, i potenti esattori – i “vicerè di Sicilia”, come racconta Attilio Bolzoni - protagonisti di una lunghissima stagione di intrecci tra mafia e politica che arriva fino ai giorni nostri.

Salvo Cuccia videomaker e regista cinematografico siciliano. Si interessa alla video art a partire dai primi anni 80 e predilige nei suoi lavori video il rapporto con le musiche improvvisate: “Shiki” (1992) con Gianni Gebbia e Tadashi Endo, “Duo” con Peter Kowald, “Angelica” (con Fred Frith, John Zorn, Bob Ostertag...) e “Video Plunders”.
Ha partecipato con i suoi lavori a numerosi festival, tra i quali: Milano Filmmaker, Onda Video Pisa, Belo Horizonte, Parigi, Annecy, Bellaria, Locarno, Gibellina; nel 1995 ha vinto il secondo premio al festival internazionale Torino Cinema Giovani.
Autore di numerosi documentari tra i quali “Raul not making” su Raul Ruiz e “Tokyo no megakure suru kodomotachi” sui bambini giapponesi, prodotto da Pitti Immagine.
In campo cinematografico ha collaborato come aiuto regista ai film girati in Sicilia da Raul Ruiz, come autore ha realizzato due cortometraggi: “Un sogno di lumaca” (1995) e “Terra madre” (1996).

 

Pirapora. Fabbriche e lumache

Regia: Silvana Costa
Produzione: Suttvuess
Italia - 2006
57 minuti

Ancora una volta la Calabria torna alla ribalta per la sua poco lusinghiera fama di paese economicamente più arretrato d’Italia. Da qui il desiderio di capire che cosa è successo in questa terra nel momento in cui il boom economico regalava alle altre regioni un periodo florido ed un cambiamento radicale anche nello stile di vita. Attraverso la storia di Enzo, ex impiegato del Nuovo Pignone di Vibo Valentia, percorriamo un viaggio che dal varo del « Pacchetto Colombo » del 1960 ci porta fino al fallimento di questo tentativo passando attraverso le vicende della Pertusola di Crotone, dello stabilimento di Saline Ioniche di Reggio Calabria e del V Centro Siderurgico di Gioia Tauro. Investimenti miliardi sono stati spesi invano per costruire cattedrali nel deserto che non sono mai entrate in funzione ed hanno lasciato centinaia di operai nel baratro della disoccupazione e della cassa integrazione. A far da contraltare a questa realtà vi è la pacata serenità di chi ha scelto di riconciliarsi con il territorio attingendo alla sua ricchezza più prorompente, la natura.

Silvana Costa è nata a Vibo Valentia il 22/04/1980. Nel 1999, dopo il raggiungimento del diploma di maturità classica, si è trasferita a Roma per frequentare il corso di studi in D.A.M.S. presso l’Università degli studi Roma Tre dove ha conseguito la laurea con una tesi in cinematografia documentaria sul cinema di Vittorio De Seta. Nel 2004 ha frequentato il corso di formazione professionale in Regia diretto dalla società Down Town Pictures ottenendo un diploma di qualifica professionale. Dalla fine del 2004 lavora come documentarista in collaborazione con la Suttvuess Soc Coop di Roma. La sua opera prima è “Sevtlana”, 2006 « Pirapora. Fabbriche e Lumache ». Nel 2006 ha girato inolte due cortometraggi documentari in occasione dei restauri di Palazzo Barberini – “Il restauro” – e dell’allestimento ed inaugurazione della mostra di arte antica tenutasi nel medesimo Palazzo – “Dietro la Cornice”.

 

Tre lamette cento lire

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Regia: Giovanni Massa
Produzione: Nanook
Co-produzione: C.L.C.T. (Coop. Lavoratori Cinema e Teatro)
Italia - 2007
59 minuti

Il Cantiere Navale di Palermo fu fondato nel 1901 da Ignazio Florio e ha rappresentato, per oltre un secolo, l’unico vero nucleo di classe operaia della città. In precedenza c’erano state altre realtà operaie – come la Fonderia Oretea, sempre legata ai Florio – ma nessuna altra impresa industriale è durata, a Palermo, per oltre un secolo, pur tra continue crisi, minacce di chiusura e passaggi di proprietà. “Tre lamette cento lire” ne ripercorre la storia, lasciando che a raccontarla sia chi, in un modo o nell’altro, ne ha vissuto in prima persona la straordinaria parabola (vecchi operai, sindacalisti, dirigenti, storici, ricercatori). E’ la prima volta che la Fincantieri concede l’autorizzazione ad effettuare riprese durante il lavoro di costruzione navale a Palermo ed è anche la prima volta che si tenta la ricostruzione di una storia resa ancor più complessa dalla difficile reperibilità delle fonti documentarie e iconografiche. Per questo risultano preziosi i quotidiani e i periodici d’epoca (Il Povero, il Giornale di Sicilia, L’Ora, etc.) così come di grande interesse resta sempre il repertorio dell’Istituto Luce (la cui prima documentazione di un varo al cantiere di Palermo risale ai primi anni ’30). Lotte sindacali, infiltrazioni mafiose, omicidi rimossi dalla storia, grandiose realizzazioni navali, battaglia politica, sacrifici umani, solidarietà di classe, tradizione: tutto questo – e altro ancora – è stato il Cantiere Navale di Palermo.
“Tre lamette cento lire” vuole gettare un sasso nello stagno: perché nessuno dimentichi o rimuova. Perché sia solo l’inizio, il primo tassello di una scoperta.

Giovanni Massa è nato a Palermo nel 1954. Nel 1978 diviene membro della Cooperativa dei Lavoratori del Cinema e del Teatro e comincia a lavorare nell'ambito del film documentario. Nel 1986 gira cortometraggi e documentari. Attualmente è in fase di pre-produzione per le riprese di un nuovo documentario "Matar es mi destino".
Dal 1998 dirige il festival Nanook films.

 

Venezia e la galea perduta

Regia : Marco Visalberghi e Maurice Ribiere
Produzione: DocLab
Co-produzione: La Compagnie des Taxi-Brousse
Italia/Francia - 2006
52 minuti


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Il rapporto speciale che Venezia intrattiene con il mare, ha fatto di questa città la più grande potenza commerciale del mondo. Una potenza il cui segreto è legato alla sua terribile flotta, e in modo particolare alla galea veneziana, un'imbarcazione che ha permesso alla Serenissima di primeggiare sui mari. Nel giugno del 2000, una galea viene riportata in superficie : è la prima volta che questa mitica imbarcazione viene ritrovata ! Per noi, questa scoperta è l'occasione per dare il via alla nostra inchiesta : questo film propone un viaggio per capire come la Repubblica di Venezia sia riuscita a perfezionare un modello d'imbarcazione utilizzato sin dai tempi dell'Antichità. Tutto l'universo marittimo medievale viene messo in risalto : la passione del lusso attraverso la seta e le spezie, le tecniche di costruzione, le conoscenze marittime, le carte di navigazione. Una vera e propria avventura umana e tecnica, questo film fa rivivere l'epopea della galea e, con essa, la storia della potenza e del declino della Repubblica della Serenissima.

Maurice Ribiere : direttore di collezione ("Le Roman de l’Homme", "Sectes mensonges et idéaux", "Préhistos", "Il était une fée", "1000 enfants pour l’an 2000"…), autore e regista. Ha lavorato come consulente su «Lascaux 1988», documentario sull'unico e solo incontro di quattro inventori, e «Jacques Boucher de Perthes» sviluppato attraverso il progetto Media Européen. Ha girato una quindicina di film documentari, oltre a film relativi a industria e medicina.

Marco Visalberghi : Produttore e regista dal 1969, realizza documentari naturalistici e scientifici per il mercato nazionale ed internazionale. Dal 1980 ha avviato una collaborazione continuativa con la magazine scientifica SuperQuark di Rai 1, mentre nel corso degli anni ha consolidato una rete di rapporti con emittenti straniere. Attualmente è alla guida di DocLab dove in qualità di managing director ha posizionato la società sul mercato internazionale avviando collaborazioni con società quali Brian Lapping Productions nel Regno Unito, La Compagnie des Taxi-Brousse in Francia e Spiegel Productions in Germania, mentre rafforza la sua posizione sul mercato internazionale avendo attivato coproduzioni con alcuni dei principali broadcaster stranieri quali: NHK (Giappone), National Geographic, Discovery Channel e NOVA WGBH Boston (Usa) France Television, la Cinquième (Francia) e Spiegel TV (Germania).

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