premio internazionale del documentario e del reportage mediterraneo
 

XII edizione (2007) dove e quando

dove: Cagliari,
Cittadella dei Musei
Piazza Arsenale


. Cagliari: i luoghi della XII Edizione

quando: da lunedi 10 a domenica 16 dicembre 2007



Il premio si svolge in collaborazione con l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna

VIDEO della XII edizione (2007)

Film finalisti nella CATEGORIA "MEMORIE DEL MEDITERRANEO"

Il mio paese

J’en ai vu des étoiles

Jérusalem au nom du père et du fils

Les pieds noirs, histoires d’une blessure (Les années romantiques)

The Forgotten

Wasted

 

Il mio paeseIl mio paese
Regia: Daniele Vicari
2006
113 minuti
Produzione: Vivo Film (Gregorio Paonessa)
Italia

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Tra il 1959 ed il 1960 uno dei più grandi documentaristi
della storia del cinema, Joris Ivens, realizzò - su commissione del presidente dell'Eni, Enrico Mattei - un film dal titolo emblematico: “L'Italia non è un paese povero”.
Attraverso un lungo viaggio, dal Nord ormai rinato dalle macerie del secondo conflitto mondiale, al Sud ancora contadino, Ivens raccontava lo sforzo di industrializzazione di un paese alla vigilia del boom economico.
Cosa è rimasto oggi di quel sogno? Tra il 2005 e il 2006 Daniele Vicari ha ripercorso l'Italia in senso inverso per raccontare un presente segnato dalla crisi economica interna e dalla conseguente perdita di competitività internazionale. Nel suo viaggio - dalla Sicilia industriale
di Gela e Termini Imerese, passando per Melfi, per i laboratori dell'Enea di Roma, dove si fa ricerca sulle energie alternative, per una città come Prato, alle prese con la complessa dinamica dell'immigrazione cinese, fino a Porto Marghera - Vicari racconta un paese in difficoltà, che sta tuttavia cambiando pelle: assieme all'Italia del declino emerge quella della
riconversione, di una nuova trasformazione.

Daniele Vicari gira il suo primo cortometraggio “Il nuovo” nel 1993 e il suo secondo “Mari del Sud” nel 1996. In seguito realizza diversi documentari dal 1997 al 1999. Ritorna al cortometraggio nel 2000 con “Morto che parla” prima di lanciarsi nel suo primo lungometraggio “Velocità Massima” in competizione al 59º Festival di Venezia. “L’orizzonte degli eventi“ è il suo secondo lungometraggio.

J’en ai vu des étoilesJ’en ai vu des étoiles
Regia: Hichem Ben Ammar 2007
75 minuti
Produzione: 5/5 Productions
Tunisia

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Sfogliando le pagine ingiallite di un album prestigioso, “J’en ai vu des étoiles“ traccia in maniera cronologica l’epopea della boxe in Tunisia, dagli inizi del Novecento ai giorni nostri. Da un decennio all’altro, la figura del boxeur è percepita come l’emblema dello spirito di un’epoca: da Hassen El Karrèche, il venditore di frattaglie dalla forza mitologica, passando per il campione del mondo israelita Young Pérez, che ha fatto sognare intere generazioni, o a grandi star come Sadok Bahri, Hédi Tijani, Bill Joe, Rezgui, Ben Salah, Omrane Sadok, Tahar Belhassen, sino all’attuale campione Walid Smichet, che vive a Montréal.
Il documentario si articola così come un libro pieno d’immagini che abbozza ritratti carichi di umanità ripercorrendo le ore gloriose della boxe tunisina.

Hichem Ben Ammar nasce a Tunisi nel 1958. Regista e produttore, si orienta all’ambito dell’audiovisivo grazie agli studi intrapresi all’Accademia di Belle Arti di Tunisi. Oggi insegna all’Institut de Presse et des Sciences de l’Information (IPSI). Animatore di cineclub, responsabile di cinematiche, direttore di festival, membro fondatore dell’associazione dei critici cinematografici (ATPCC), realizza inoltre spot pubblicitari e film istituzionali, prima di scoprire la sua vocazione per il documentario. "Cafichanta" (2000), "Raïs Labhar" (2002) e "J’en ai vu des étoiles" (2006) fanno parte di una serie di documentari consacrata a delle corporazioni presenti nella cultura popolare tunisina, rispettivamente quella degli artisti viaggianti, quella dei pescatori di tonno e quella dei giocatori di boxe

 

Jérusalem au nom du père et du filsJérusalem au nom du père et du fils
Regia: Marc Irondelle e Marc Toulin
2006
52 minuti
Produzione: Mil Sabords
Francia

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Lo straordinario lavoro di una famiglia di fotografi armeni
che, in tre generazioni, hanno scattato migliaia d’immagini della vita quotidiana degli abitanti di Gerusalemme, a partire dagli anni Venti. Il film racconta la storia di questa famiglia, dal nonno al nipote che ha ereditato questo patrimonio e questa passione per la fotografia. Sullo sfondo, la presenza costante dell’immortale Gerusalemme, terra di conflitti.


Marc Irondelle è giornalista. È il creatore e direttore della redazione dell’agenzia Editès (agenzia di comunicazione) dal 1995. Nel 1999 segue una formazione alla scrittura di documentari all’INA. “Jérusalem au nom du père et du fils“ è il suo primo documentario.

Marc Toulin è regista e capo operatore. Cofondatore della società di produzione Mil Sabords, ha già girato diversi documentari come autore, tra cui “Roue libre sur l’Afrique“ (2003), “Abadrakan“ (2000) e “La source“ (1998). Ha inoltre girato immagini di reportage per i magazine televisivi francesi “Thalassa“ (France 3) e “Zone Interdite“ (M6).

 

Les pieds noirs, histoires d’une blessure (Les annéesLes pieds noirs, histoires d’une blessure (Les années
romantiques)

Regia: Gilles Perez
2006
80 minuti
Produzione: Treize au Sud
Francia

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Attraverso testimonianze dirette e archivi di famiglia, questo film documentario ci racconta i Pieds-Noirs, la cui storia è innanzitutto quella dell’Algeria francese: una storia di conquista, di colonia creata su terra straniera da una popolazione composta da Repubblicani spagnoli, italiani che scappavano dal fascismo, maltesi che fuggivano la povertà e da operai parigini. Sono in gran parte i discendenti di queste persone che la guerra caccerà dall’Algeria nel 1962. I grandi coloni fuggirono invece molto prima.
Una volta rientrati in Francia, i Pieds-Noirs ricevettero un trattamento particolare, considerati approfittatori e fascisti che rifiutarono di dare l’indipendenza agli algerini. E il malinteso si aggravò ulteriormente poiché i
rimpatriati tacquero o lasciarono l’estrema destra esprimersi al loro posto.
44 anni dopo, nelle migliaia di famiglie, gli anziani sentono il bisogno di raccontare la storia di un passato differente: ogni storia personale diviene così un chiarimento della storia collettiva, ricca della diversità delle origini e della complessità di questa cultura "melting pot".


Gilles Perez è autore regista. Tra il 2003 e il 2005 gira "Génération FLNC", un documentario sul nazionalismo còrso. Nel 2003 "En quête d'Ingrid", un ritratto di Ingrid Betancourt diffuso su Canal+, ha ottenuto il premio della SCAM (société civile des auteurs multimedia). Altre sue produzioni sono: "Drogues, paroles de toxicomanes", una serie di cinque cortometraggi girati per la Commissione Europea; "L'Europe frappée au coeur", quattro film corti sulla lotta
antiterrorismo in Europa; "Paroles de victimes", 20 cortometraggi sulle vittime del terrorismo in Europa; "Nés avec préservatif", film pedagogico sullo stato della prevenzione all’AIDS destinato ai giovani e “Sida: Paroles de Jeunes" che racconta la vita di cinque giovani di età compresa tra 17 e 25 anni, tre dei quali sono sieropositivi.

 

The ForgottenThe Forgotten
Regia: Driss Deiback
2006
80 minuti
Produzione: Sur Films
Germania / Spagna / Marocco

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Il film è basato sulla storia della Spagna dagli anni Trenta sino ai giorni nostri. Per molti secoli in Spagna diverse culture si sono incrociate e spesso entrate in violento conflitto.

Oggi la Spagna costituisce la frontiera sudoccidentale
dell’Unione Europea: separando l’Europa dall’Africa, e dal mondo musulmano, occupa una posizione strategica nello sviluppo internazionale.
La guerra civile spagnola è stata descritta sotto diversi aspetti: le brigate internazionali, l’implicazione della Germania nazista, il sostegno di Mussolini, la guerra civile come preludio alla seconda guerra mondiale e i 72
paesi che hanno preso parte alle ostilità.
Ma il ruolo dei soldati musulmani in questo conflitto europeo non era mai stato oggetto di un film documentario prima d’ora, e 70 anni più tardi è ormai tempo di lasciare la parola ai sopravvissuti, anche se poco numerosi. Involontariamente hanno contribuito a determinare la sorte della Spagna e dell’Europa in una guerra in cui, nonostante fossero dalla parte dei vincenti, ne siano usciti perdenti e dimenticati da tutti.


Driss Deiback è nato a Melilla. È diplomato al Conservatorio del Film di Parigi. Nel 1998 pubblica il suo primo racconto "Les mémoires de Don Alberto", poi va a vivere a Los Angeles dove scrive numerose sceneggiature di film e gira due cortometraggi in 35 mm: "Sandy" e "Aberration". Nel 1996 gira a New York il suo primo lungometraggio "The refuge", un thriller che si svolge tra Melilla e New York, film selezionato da Kodak per essere proiettato al
Festival del Film di Berlino nella sezione consacrata al cinema indipendente americano.
Nel 2002 scrive e produce il documentario "Natural de Melilla", girato nella sua città natale: un ritratto incrociato di ebrei, cristiani e musulmani di Melilla, che si esprimono in modo veemente su religione, politica e omosessualità. Nel 2005 gira un documentario per la rete televisiva tedesca NDR su Melilla come ultima porta d’entrata in Europa per gli immigrati subsahariani.

 

WastedWasted
Regia: Nurit Kedar
2007
70 minuti
Produzione: Beaufort Limited Partnership
Israele

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In una piccola enclave ai piedi di una vecchia fortezza dei crociati, è istallato il posto di guardia di Beaufort. Parecchi giovani ci hanno trovato la morte negli ultimi 1300 anni: saraceni e crociati e più recentemente, israeliani e libanesi. Beaufort occupa un posto speciale nello spirito delle generazioni israeliane: è il sito di una delle battaglie più controverse dell’esercito israeliano per l'occupazione del sud del Libano.
Maggio 2000. Sulla collina, la vita e la morte si affiancono, attraverso la presenza di questi giovani soldati: “Wasted” ne è la loro storia.

Nurit Kedar è produttrice e regista di documentari presso l’ufficio CNN di Gerusalemme e per la seconda rete televisiva israeliana. È una regista di documentari conosciuta in Israele. Tutti i suoi film sono stati diffusi sulla seconda rete televisiva del paese e alcuni hanno avuto un’audience internazionale grazie a delle diffusioni su Arte, Canal Plus (Francia), NHK (Giappone), ARD (Germania), Multicanal (Spagna), Rai (Italia).

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SELEZIONE PER LA FASE FINALE DEL
CONCORSO INTERNAZIONALE 2007:

 

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CONCORSO NAZIONALE 2007: