VIDEO della XII edizione (2007)
Film finalisti nella CATEGORIA "OPERA PRIMA "
Je prends ton mal
Palestine Blues
Ritorni
The champagne spy
VHS-Kahloucha
Je prends ton mal
Regia: Antoine Chaudagne
2005
52 minuti
Produzione: Antoine e Stéphanie Chaudagne
Francia
Tre ritratti di armeni nel 2004.
La guerra contro l’Azerbaijan, l’ex paese “fratello” nel Caucasosovietico, è terminata da 10 anni ma le ferite legate al conflitto e la chiusura delle frontiere ossessionano ancora oggi la vita
quotidiana degli armeni.
Attorno alle tavolate caucasiche, le lingue si sciolgono e i discorsimettono a nudo tutta l’ambiguità della “questione azera”. Si beve, si canta, si danza, si piange. Tra musica e vodka, i fatti vengono rievocati.
Antoine Chaudagne nasce il 29 giugno 1975 a Parigi. Consegue una laurea nel 1997 presso l’EDHEC (grande scuola francese di commercio e management) e presso l’Akademia Ekonomiczna di Cracovia (Polonia).
È consulente in progettazione per lo sviluppo e la cooperazione (Ucraina, Georgia), in particolare per conto dell’Unione Europea.
Tra il 1999 e il 2002 realizza delle registrazioni di musiche tradizionali in Etiopia e in Armenia, che lo conducono alla pubblicazione di due dischi di musica armena e nel 2002 all’organizzazione di concerti nell’ambito del “Festival de l’Imaginaire”, che si svolge ogni anno a Parigi presso la Maison des Cultures du Monde.
Dal 2002 conduce delle ricerche urbanistiche nell’Est europeo, pubblicando un articolo sulla città serba di Novi Pazar per la rivista “Regard sur l’Est” e dando vita a due progetti di film documentario: uno con il festival “Image de Ville” di Aix en Provence sul processo di ricostruzione della città di Mostar in Bosnia-Erzegovina, e l’altro sulle città miniera della regione industriale di Donbass, in Ucraina.
Palestine Blues
Regia: Nida Sinnokrot
2006
73 minuti
Produzione: Nida Sinnokrot, Dulab Films in collaborazione con
Radioaktive Films
Palestina / Stati Uniti
Cosa resta ai contadini palestinesi che da un giorno all’altro si vedono espropriare le loro terre dall’esercito israeliano per la
costruzione di un muro di sicurezza? Grida, lacrime e una struggente nostalgia. Come lasciare questi olivi e questi aranceti
che hanno piantato e coltivato con cura e amore? Come rinunciare a ciò che ha da sempre costituito la loro ragione di vita? Camera alla mano e spesso nascosta, Nida Sinnokrot ci rende testimoni di momenti di confusione e di disperazione vissuti da un villaggio di contadini, con le loro vittorie quotidiane e le loro sconfitte strazianti.
Nato durante delle ricerche per un progetto artistico sul tema dell’acqua, Palestine Blues è un film impegnato, di confronto diretto con la realtà, ma pure una meditazione su questi paesaggi che cambiano una volta che la violenza vi si istalla, e sulla resistenza di uomini e donne di fronte alle avversità.
Nida Sinnokrot, dopo aver ottenuto un diploma in Radio, Televisione e Film all’università del Texas, si trasferisce a New York per studiare cinema al Bard College. Ha da poco terminato i corsi del Whitney Museum of American Art lndependent Study Program. Le sue istallazioni, che esplorano le nozioni di tempo e spazio nella coscienza della diaspora, sono state ben accolte e ricompensate negli Stati Uniti e all’estero. Palestine Blues è il suo primo film documentario.
Ritorni
Regia: Giovanna Taviani
2006
52 minuti
Produzione: Nuvola Film in collaborazione con G.B.
Palumbo Editore e Yenta Production
Italia
Nel periodo delle vacanze estive, i maghrebini residenti in Europa tornano nel loro paese d’origine per passarci le vacanze, effettuando così il cammino inverso del loro primo passaggio verso l’Europa, quello dell’emigrazione. Come si è costruita la loro identità, fatta di andate e ritorni tra due rive e due culture è l'aspetto che ha interessato la regista, dandone risposte attraverso le testimonianze di tre intellettuali: Karim Hannach, insegnante tunisino, la scrittrice algerina Assia Djebar e lo scrittore marocchino Tahar ben Jelloun .
Giovanna Taviani è saggista e docente universitaria di Letteratura Contemporanea; ha scritto diversi testi su Luigi Pirandello e Pasolini. Dal 1997 lavora come editor per la rivista "Allegorie" e scrive per riviste come "Cinecritica" e "Eidos". Ha curato la regia di molti video didattici e attualmente è curatrice della collana di video “Dal testo allo schermo. Al confine tra letteratura e cinema”. Ha debuttato come documentarista nel 2004 con il film “I nostri 30 anni:
Generazioni a confronto".
The champagne spy
Regia: Nadav Schirman
2007
90 minuti
Produzione: July August Production, Lichblick-Film
Gmbh
Israele / Germania
Oded ha solo 12 anni quando suo padre gli svela di essere un agente del Mossad (agenzia di intelligence e servizio segreto dello Stato di Israele) e gli fa giurare di mantenere questo segreto da cui la sua vita dipende.
Mentre si trova in missione al Cairo, facendosi passare per l’ex-nazista, milionario e allevatore di cavalli Wolfgang Lotz, Oded e sua madre vivono soli a Parigi, aspettandone con ansia il ritorno.
Attraverso questo documentario, Oded decide di rompere il silenzio impostogli dal padre, rivelando così il pesante tributo pagato dalla sua famiglia nel corso di un’esistenza distrutta da questo mondo dello spionaggio.
Nadav Schirman, figlio di diplomatico, è cresciuto tra Parigi, Montréal, Bruxelles, Tel Aviv e gli Stati Uniti. Champagne Spy è il primo film documentario che scrive e gira. "Il mondo dello spionaggio mi ha da sempre affascinato. Durante la preparazione di questo documentario e dopo aver incontrato numerose spie, ho capito che questo mestiere ha ben poco di “glamour”, ma è spesso sinistro e molto solitario". Nadav Schirman sta attualmente preparando il suo primo lungometraggio "The second life of Abraham Potz", tratto dal racconto omonimo.
VHS-Kahloucha
Regia: Néjib Belkadhi
2006
80 minuti
Produzione: Propaganda Production (Imed
Marzouk)
Tunisia
Grande fan dei film degli anni Settanta, Moncef Kahloucha, imbianchino di professione, gira dei film esilaranti in VHS con l’aiuto degli abitanti del
quartiere popolare di Kazmet, nella città di Sousse, in Tunisia. Produce i suoi film, li gira e incarna sempre il ruolo di protagonista. Le riprese
sono l’occasione per gli abitanti del quartiere di fuggire momentaneamente dalla quotidianità delle loro vite e di vivere dei momenti intensi, dalla preparazione sino alla proiezione dei film nel bar dell’angolo. La camera segue Kahloucha durante le riprese del suo ultimo film “Tarzan degli arabi”.
Nejib Belkadhi, attore e regista, nasce in Tunisia nel 1972. Approda al cinema ed al teatro inizialmente come attore, e nella produzione televisiva dopo aver fatto degli studi in gestione e marketing a Cartagine.
Nel 1998 lavora come regista su Canal+ Horizons. Nel 2002 fonda Propaganda Production con l'amico Imed Marzouk. Dirige e produce il falso reality show "Dima Labess" per la televisione tunisina. VHS Kahloucha è il suo primo documentario.
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