VIDEO della XII edizione (2007)
Film finalisti nella CATEGORIA "SFIDE DEL MEDITERRANEO"
Ces filles-là
Dialogues in the dark
Pickles
To die in Jerusalem
Welcome Europa

Ces filles-là
Regia: Tahani Rached
2006
68 minuti
Produzione: Studio Masr
Egitto
Ces filles-là ci immerge nell’universo di ragazze adolescenti che vivono nelle strade del Cairo, un universo di violenza e di oppressione, ma anche di libertà. Bambine già donne, ragazze madri: Tata, Mariam, Abir e Dounia vivono inevitabilmente alla giornata, tra minacce, litigi, danze, risa.. e solidarietà. Si tratta inoltre della storia del loro incontro con Hind, musulmana praticante e velata, i cui valori si basano sui principi
universali del rispetto della persona. Questo film ci fa scoprire un mondo invisibile agli occhi degli indifferenti, ma la cui esistenza testimonia meccanismi segreti e vitali di una società.
Tahani Rached nasce al Cairo nel 1947. Segue due anni di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Montréal, prima di lavorare presso istituzioni organismi comunitarie e in seguito dirigersi verso il cinema.
La sua carriera cinematografica inizia nel 1973 con “Pour faire changement”, un film documentario prodotto da Vidéographe Production. Nel 1976, con la collaborazione di SUCO, un'organizzazione canadese che si occupa di cooperazione internazionale, crea un’unità di produzione video per la Federazione tunisina di cineasta amatori.
Successivamente, dal 1981 al 2004, gira una ventina di film e video come cineasta permanente presso l’Office National du Film in Canada, e nel 2005 “Ces filles-là“, l’ultimo dei suoi film, ambientato in Egitto e prodotto da Studio Masr.
Dialogues in the dark
Regia: Melek Ulagay Taylan
2006
65 minuti
Produzione: Melek Ulagay Taylan
Turchia
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Due donne, la cineoperatrice Ulla, e Melek, produttrice e regista, viaggiano nel sud-est della Turchia.
Ci portano all’incontro di donne minacciate di morte dagli uomini delle loro famiglie per
avere avuto una relazione “intima” con un uomo.
Le storie che le due donne sentono raccontate da queste donne perseguitate, le portano a riflettere sull’onore e la vergogna, la vittima e il carnefice. Una scoperta dei costumi di una società allo stesso tempo tribale e patriarcale, che rende vittime uomini e donne.
Melek Ulagay Taylan, dopo aver ottenuto una laurea in letteratura inglese e creazione letteraria presso l’università di Istanbul, frequenta un Master in relazioni internazionali all'università di Ankara.
Tra il 1976 e il 1982 lavora come insegnante presso il dipartimento di scienze umane dell’università tecnica del Medio Oriente. A partire dal 1982 è giornalista free-lance a Istanbul, scrivendo per diversi settimanali e mensili, e successivamente produttrice e sceneggiatrice per "Yorum & Publicis", una delle più importanti agenzie pubblicitarie della Turchia.
È fondatrice e membro di Helsinki Citizens Assembly, una Ong dedita alla difesa dei diritti dell’uomo in Turchia. Nel 1992 crea "Ajans21", casa di produzione indipendente dove lavora come produttrice e sceneggiatrice.
Pickles
Regia: Dalit Kimor
2006
59 minuti
Produzione: Gon Productions Ltd
Israele
Otto vedove arabe hanno aperto una fabbrica di sottaceti (pickles, in inglese). Di un'età compresa tra 35 e 50 anni, queste donne musulmane di Tamra, villaggio arabo nel nord israeliano, non hanno mai avuto un lavoro nella loro vita. Essendo vedove, sono condannate a vivere sole, a restare nelle proprie case e a crescere i figli, con il solo sostegno di una piccola pensione erogata dallo stato. Se
scelgono di risposarsi, devono abbandonare i figli..
Per uscire da questa situazione tragica, decidono di unire le loro forze e creare una piccola impresa. Otto donne sconosciute tra loro, divengono un piccolo gruppo solidale, e la fabbrica la loro seconda casa. Con il passare dei mesi, l’aspetto finanziario della loro piccola impresa diviene sempre più tirannico.
Dalit Kimor è diplomata in psicologia, filosofia e scienze dell’educazione presso l’università di Gerusalemme. Fino al 1993 lavora come coordinatrice all’edizione di diverse trasmissioni documentarie diffuse su Channel 1. Tra il 1993 e il 2003 gira diversi reportage per i magazine ”Mabat Sheni” (Channel 1) et ”Uvda” (Channel 2).
Regista e sceneggiatrice di diversi documentari, il suo film ”Border Land” ha vinto nel 2000 il Primo Premio del Reportage d’Investigazione al Festival Doc-Aviv.
To die in Jerusalem
Regia: Hilla Medalia
2007
75 minuti
Produzione: EJH Productions
Israele / Stati Uniti
Dalla morte di Rachel Levy, ragazza israeliana di 17 anni,
avvenuta a Gerusalemme quattro anni fa in un attentato
suicida perpetrato da una giovane palestinese, la madre Abigail non riesce a farsene una ragione: non si capacita delle ragioni che possano aver portato una liceale di 17 anni, Ayat al-Akhras, proveniente da un campo di rifugiati palestinesi, a piazzare una bomba per uccidere delle vittime innocenti. La donna cerca in tutti
i modi di incontrare la madre della kamikaze. Ma la strada per arrivarci è disseminata di calamità…
To die in Jerusalem esplora il conflitto israelo-palestinese attraverso il lutto delle due famiglie e ne fa un’illustrazione delle più struggenti nel momento dell’incontro delle due madri, che malgrado la somiglianza delle loro pene, non riusciranno a superare il loro disaccordo e andare oltre lo scontro.
Hilla Medalia vive a New York. Ha frequentato un Master in media e comunicazione di massa. Il suo documentario ”39 pounds of love” vince nel 2005 il Premio Ophir (l’equivalente dell’Oscar in Israele) e il Premio del Miglior Documentario al festival di Palm Beach e di Mill Valley. Per il suo cortometraggio ”Daughters of Abraham”, girato nel 2004, ha ricevuto l’Angelus Award.
Welcome Europa
Regia: Bruno Ulmer
2006
91 minuti
Produzione: Son et Lumière
Francia
Giovani clandestini cercano rifugio e lavoro in Europa ma vagabondaggio, furto e prostituzione li aspettano: sono
rumeni, curdi o marocchini e errano in un’Europa che non ha nulla del paradiso tanto sognato.
Sono dei giovani uomini senza permesso di soggiorno né lavoro, la cui esistenza è ogni giorno sempre più vicina alla sopravvivenza. Mendicano, spacciano, rubano… In seguito, sono costretti a delle scelte ancora più dure, come prostituirsi per qualche decina di euro.
A Berlino, Marsiglia, Parigi, Amsterdam, Torino e Calais, Bruno Ulmer ha accompagnato alcuni di questi uomini nella loro deriva. Un ritratto scioccante di questi uomini in perdita di valori e identità.
Bruno Ulmer nasce a Fez, in Marocco, nel 1959. Segue studi in medicina e management. Consigliere in un’agenzia di comunicazione a Parigi e in seguito responsabile del mecenatismo culturale e umanitario del gruppo Danone, il regista gira dal 1998 numerosi filmo serie documentarie: “La Vie en 8” (1998), “Livres de vie, mémoires des humbles” (2000), “Voyages en Méditerranée” (2000), “Fils de son père” (2000), “Français d'ici, peuples d'ailleurs” (2001), “Casa Marseille, inch'Allah” (2002) e “Petites bonnes” (2003).
Attualmente prepara un lungometraggio dal titolo “Fratres”, progetto per cui ha ricevuto un finanziamento nel 2005 a Montpellier.
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